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Richiesta ammissione al patrocinio a spese dello Stato

Richiesta ammissione al patrocinio a spese dello stato

SERVIZIO  RICHIESTA AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEI GIUDIZI CIVILI
COS’È

Il patrocinio a spese dello Stato è un istituto che riconosce al cittadino non abbiente la difesa nel processo civile (fatte salve alcune esclusioni) con la conseguenza che l'onorario dell'avvocato e dell'eventuale consulente di parte, viene corrisposto direttamente dallo Stato e le cause sono esenti da spese (contributo unificato, diritti forfetizzati e diritti per rilascio copie ecc.).

L'ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse se la parte risulta vittoriosa.

La disciplina del patrocinio si applica, in quanto compatibile, anche nella fase dell'esecuzione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo.

Nel processo civile la parte rimasta soccombente non può giovarsi dell'ammissione per proporre impugnazione, in tale caso sarà necessario presentare una nuova istanza al COA.

A QUALI DOMANDE/BISOGNI RISPONDE Sono un cittadino con un reddito basso e non posso sostenere l’onere di un avvocato durante tutto il processo. Posso chiedere allo Stato di farmi rappresentare gratuitamente?
CHI PUÒ RICHIEDERE IL SERVIZIO

Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato:

- i cittadini italiani;

- gli stranieri (regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare);

- cittadini extracomunitari che intendono impugnare il provvedimento di espulsione o le decisioni in merito alle domande di asilo, protezione o revoca dello status di rifugiato;

- gli apolidi;

- gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

Il fallimento si considera ammesso al patrocinio a spese dello Stato se il decreto del Giudice Delegato attesta che non è disponibile il denaro necessario per le spese (art. 144 DPR 115/2002).

Il reddito annuale (imponibile risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi) per conseguire il beneficio non deve essere superiore alla somma prevista dagli artt. 76-77 D.P.R. 115/02 (attualmente pari ad €11.746,68 (ultimo aggiornamento G.U. n. 24, del 30 gennaio 2021 n. 24). ed è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia compreso l'istante. Solo nelle cause civili "transfrontaliere" (quando cioè la parte che chiede il beneficio è domiciliata in uno Stato membro dell'Unione Europea, ad eccezione della Danimarca) il limite di reddito va aumentato di € 1.032,91 per ogni familiare convivente. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causadiritti della personalità (per esempio: separazione, divorzio, modifica delle condizioni di separazione o divorzio e tutte le cause inerenti ai figli) ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in confitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare. Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416-bis del Codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere), 291 quater T.U. Di cui al DPR 43/1973 (associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri), 73 limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, e 74, comma 1 del T.U. Di cui al DPR 309/1990 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), nonché per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti. È però ammessa la prova contraria (Corte Cost., sentenza n. 139 del 2010).

DOVE SI RICHIEDE Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati dove ha sede il Giudice competente per la causa (da instaurarsi o già instaurata): se deve essere proposto ricorso in Cassazione, è competente il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento da impugnare.
PREREQUISITI PER L’ACCESSO Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a €. 11.746,68 (ultimo aggiornamento G.U. n. 24, del 30 gennaio 2021 n.24). Se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’interessato stesso. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità (processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi).
NECESSITA’ DI ASSISTENZA LEGALE L’assistenza legale nel giudizio di appello è necessaria.
COME FUNZIONA Il patrocinio a spese dello Stato può essere richiesto sia nell’ambito dei processi civili, sia nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.). L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse. È necessario riprodurre l’istanza nel solo caso in cui l’ammesso al beneficio sia totalmente o parzialmente soccombente e voglia adire i successivi gradi di giudizio (art. 120 D.P.R. 115/02). La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario. Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (eccetto nel caso in cui la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti). Per l’ammissione al gratuito patrocinio occorre presentare domanda indirizzata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che valuta la richiesta ed emette entro dieci giorni il provvedimento (accoglimento, oppure non ammissibilità, oppure rigetto). Al termine, il Consiglio dell’Ordine trasmette copia del provvedimento all’interessato, al giudice competente e all’Ufficio delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

L'istanza va presentata online dal richiedente o dal suo difensore sul sito dell’Ordine degli avvocati allegando la documentazione necessaria e un documento di identità valido.

Nella domanda occorre indicare: la richiesta di ammissione al patrocinio; le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare; l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione); l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio; la data della prossima udienza (se si tratta di una causa già pendente); generalità e residenza della controparte; ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere; prove (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc. da allegare in copia). La mancanza, anche di uno solo di tali elementi rende la domanda inammissibile. I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea devono allegare una certificazione del consolato del paese d’origine che confermi la veridicità del reddito dichiarato, salvo il ricorso all’autocertificazione qualora si provi l’impossibilità di documentarlo. Gli stessi, se sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà personale, possono produrre la certificazione consolare entro il termine di 20 giorni, anche tramite il difensore o un familiare (in caso di impossibilità, quest’ultima può essere sostituita da autocertificazione).

MODULISTICA Compilazione online
TEMPI Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati decide entro dieci giorni dalla data di arrivo della domanda. Se la domanda non viene accolta, l’interessato può proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto. Nell’eventualità che la decisione da parte del Consiglio dell’Ordine non pervenga entro termini ragionevoli, l’interessato può inviare una nota al Consiglio dell’Ordine stesso e per conoscenza al Ministero della Giustizia – Dipartimento Affari di Giustizia – Direzione Generale della Giustizia Civile - Ufficio III.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO D.M. 01/04/2014; D.M. 02/07/2012; L. 25/2005; D.P.R. 115/2002; L. 134/2001; L. 217/1990. Artt. dal 74 al 141 del D.P.R. 30/5/2002, n. 115 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”. Artt. 3 e 10 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 “Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)”

UFFICIO A CUI RIVOLGERSI:

COA

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