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Corte d'Appello di Caltanissetta - Ministero della Giustizia

Corte d'Appello di Caltanissetta
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Ammissione al patrocinio a spese dello Stato

 SERVIZIO AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEI GIUDIZI PENALI
A QUALI DOMANDE/BISOGNI RISPONDE Sono un cittadino con un reddito basso e non posso sostenere l’onere di un avvocato durante tutto il processo. Posso chiedere allo Stato di farmi rappresentare gratuitamente?
CHI PUÒ RICHIEDERE IL SERVIZIO

L'istanza può essere presentata da:

- cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione Europea;

- cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno in corso di validità al momento in cui è sorto il rapporto o si è verificato il fatto oggetto del giudizio da instaurare;

- cittadini extracomunitari che intendono impugnare il provvedimento di espulsione o le decisioni in merito alle domande di asilo, protezione o revoca dello status di rifugiato;

- apolidi residenti in Italia;

- enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.

Non può chiedere il patrocinio l'indagato, l'imputato o il condannato per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

La domanda può essere proposta inoltre da chi (offeso dal reato – danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato (quando le ragioni non sono manifestatamente infondate).

DOVE SI RICHIEDE Al Giudice avanti il quale pende il procedimento.
PREREQUISITI PER L’ACCESSO

Il reddito annuale (imponibile risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi) per conseguire il beneficio non deve essere superiore alla somma prevista dagli artt. 76-77 D.P.R. 115/02 (attualmente pari ad € 11,746,68.€ (ultimo aggiornamento G.U. n. 24, del 30 gennaio 2021 n.24). ) ed è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia compreso l'istante. Il limite di reddito va aumentato di € 1.032,91 per ogni familiare convivente.

Le persone offese dai reati di maltrattamenti, mutilazione degli organi genitali femminili, violenza sessuale anche di gruppo, atti sessuali con minorenne, atti persecutori, nonché altri delitti contro la personalità individuale, se commessi in danno di minori (artt. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601,602,609 quinquies e 609 undecies c.p.), possono essere ammesse al patrocinio a spese dello Stato anche in deroga ai limiti di reddito.

Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416- bis del Codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere), 291 quater T.U. Di cui al DPR 43/1973 (associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri), 73 limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, e 74, comma 1 del T.U. Di cui al DPR 309/1990 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), nonché per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti. È però ammessa la prova contraria (Corte Cost., sentenza n. 139 del 2010).

NECESSITA’ DI ASSISTENZA LEGALE Si
COME FUNZIONA

Il Magistrato, valutati i presupposti della domanda (limiti di reddito e non manifesta infondatezza della domanda), la accoglie o la rigetta. Rigetta la domanda anche se vi siano fondati motivi per ritenere che l'interessato non versi nelle condizioni di reddito dichiarate, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari e delle attività economiche svolte. Prima di provvedere il magistrato può trasmettere l'istanza, unitamente alla relativa dichiarazione sostitutiva, alla Guardia di Finanza per le necessarie verifiche. Chi è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, deve comunicare le variazioni di reddito che determinano il superamento dei limiti previsti dalla legge per l'ammissione al beneficio.

La comunicazione deve essere effettuata entro trenta giorni dalla scadenza del temine di un anno dalla data di presentazione dell’istanza o dalla eventuale precedente comunicazione di variazione. In caso di superamento dei limiti di reddito, l'ammissione al patrocinio viene revocata.

Il difensore deve essere scelto tra quelli inseriti nell'elenco degli avvocati abilitati a patrocinare a spese dello Stato a disposizione presso ogni Consiglio dell'Ordine.

Se l'istanza è respinta, è possibile presentare ricorso al Presidente del Tribunale (o al Presidente della Cote di Appello) entro 20 giorni dalla comunicazione del rigetto.

La decisione può essere impugnata avanti la Corte di Cassazione entro 20 giorni dalla notificazione della stessa.

Le falsità o le omissioni nella dichiarazione sostitutiva di certificazione, nelle dichiarazioni e nelle indicazioni relative alle generalità dell'interessato e dei componenti della famiglia anagrafica, unitamente ai codici fiscali, alle condizioni di reddito e all'impegno di comunicare le variazioni rilevanti dei limiti di reddito, costituiscono reato punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 309,87 a € 1.549,37. La pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento dell'ammissione al patrocinio; la condanna importa la revoca, con efficacia retroattiva, e il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte dallo Stato.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

La domanda, a pena di inammissibilità, deve contenere:

1) le generalità del richiedente e del proprio nucleo familiare risultante dal certificato anagrafico unitamente ai codici fiscali;

2) la richiesta di ammissione al patrocinio con l’indicazione del processo cui si riferisce, se già pendente, oppure l’indicazione dell’Ufficio Giudiziario avanti il quale verrà proposta la causa;

3) una dichiarazione sostitutiva di certificazione dell’interessato attestante le condizioni di reddito complessivo del nucleo familiare determinato secondo i criteri sopra indicati (per i redditi prodotti all’estero, il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione Europea deve corredare l'istanza con una certificazione dell'autorità consolare competente che attesta quanto dichiarato; in caso di impossibilità a produrre la documentazione richiesta, il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea, la sostituisce, a pena di inammissibilità, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione);

4) l'impegno a comunicare, entro trenta giorni dalla scadenza del temine di un anno dalla data di presentazione dell’istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione e fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell'anno precedente; La richiesta, compilata sull'apposito modulo, deve essere sottoscritta dall'interessato che deve allegare copia della carta di identità. L'allegazione non è necessaria se la firma viene autenticata dal difensore nominato.

La domanda può essere depositata personalmente o dall’avvocato oppure spedita con lettera raccomandata.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO Artt. dal 74 al 141 del D.P.R. 30/5/2002, n. 115 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”. Artt. 3 e 10 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 “Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)”

 

UFFICI A CUI RIVOLGERSI:

- Cancelleria I Sezione Penale

- Cancelleria II Sezione Penale

- Corte di Assise di Appello

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